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sabato 22 febbraio 2014

Congratulazioni a Maria Carmela Lanzetta, da oggi ministra agli Affari Regionali

E' lei, la più bella sorpresa di questo governo - e viene dalla nostra regione. Congratulazioni, cara Maria Carmela: non dubitiamo che la tua determinazione, serietà e rettitudine ti sosterranno in questo nuovo, delicato compito, in cui ti auguriamo di incontrare meno difficoltà e solitudine di quante ne hai già dovute dolorosamente sperimentare in Calabria. 
E' lei, la coraggiosa ex-sindaca di Monesterace, la ministra agli Affari Regionali del nuovo governo paritario. Dopo Katia Belillo e Linda Lanzillotta è la terza donna che nella storia della Repubblica ricopre questa carica. Di lei abbiamo già parlato, su questo blog, riportando la lettera che scrisse alla Presidente della Camera nel luglio 2013, e ancora in occasione delle sue dimissioni da sindaca e, ancora, della successiva visita calabrese della Presidente della Camera. Vicende che già dicono molto della sua storia: la storia di una donna che, mettendo tutta se stessa per riportare legalità e fiducia nella politica in una terra devastata dalla corruzione, ha conosciuto da vicino le intimidazioni violente della ndrangheta e lo stato di abbandono e ostruzionismo con cui si scontra chi davvero vuole cambiare le cose. 
Ci auguriamo che questa volta il suo talento e la sua determinazione saranno messe a miglior frutto e che soprattutto le colleghe donne, fuori e dentro il governo, vorranno darle tutto il sostegno di cui avrà bisogno. Ho accettato perché la Calabria ha bisogno di avere voce. Le donne calabresi, e tutta la Calabria, possono essere fiere fiere di lei
Nella farmacia che fu distrutta per intimidirla, i suoi concittadini si sono stretti a lei per festeggiarla: è stato bellissimo rivivere le speranze e l'entusiasmo del momento dell'elezione a sindaco, ha detto. Buon lavoro Maria Carmela, con un abbraccio caldo, affettuoso e pieno di fiducia.
Qui una breve intervista di quasi 2 anni fa, all'epoca delle peggiori intimidazioni subite:

giovedì 11 luglio 2013

Solidarietà a Maria Carmela Lanzetta


Così la (ormai ex) sindaca di Monesterace: sarei pronta a ritirare le mie dimissioni se qualcuno fosse disposto a venire a fare l'assessore all'Urbanistica con me. Anche solo per un anno
Ma chi, nel rispondere, passerà dalla 'solidarietà' ai fatti? Ecco le ultime dichiarazioni su quelle dimissioni: 
Ora basta, non ce la faccio più. Sono stanca e delusa. Delusa dalla politica, da chi potrebbe fare molto e pensa solo alle strategie invece che ai problemi della gente. Non si può andare avanti così, schiacciati tra le parole vuote delle istituzioni e la 'ndrangheta. Dico basta perché sono profondamente delusa. Non ce la faccio più. Non si può amministrare in queste condizioni. Il Comune in dissesto finanziario, una burocrazia inadeguata, i tagli continui, al punto che anche cambiare una lampadina diventa un'opera titanica. E tutto questo a rischio della pelle. Cosa mi ha deluso di più? La politica innanzi tutto. Quando spararono alla mia macchina - l'anno prima mi avevano bruciato la farmacia - la politica ha fatto a gara per starmi vicino. È stata una cosa bella, ma io non chiedevo solo solidarietà, chiedevo che qualcuno si occupasse dei problemi dei piccoli comuni di frontiera. Non parlo solo di Monasterace, parlo di tutti. Chiedevo un aiuto alle realtà locali. Personale adeguato, sostegno tecnico. Invece niente. Nessuno che si sia occupato di noi. La politica ètroppo concentrata sulle grandi strategie, ma della gente? Dei problemi reali degli amministratori? Chi si occupa di questo? NESSUNO. Neppure la sinistra di cui faccio parte. La politica è avviluppata su se stessa. Lo scorso anno mi ero dimessa dopo l'ennesima intimidazione e poi cambiai idea. Stavolta non torno in dietro. Lo scorso anno non fu Bersani a convincermi, né la solidarietà di molti. Mi convinsi durante una riunione in Prefettura. Sentivo di essere un pezzo dello Stato a Monasterace. E non volevo deludere. Restai per senso di responsabilità. Ma non avrei voluto essere un sindaco speciale. Avrei voluto essere un sindaco normale, che fa cose semplici per la sua gente. Che amministra bene rispondendo a bisogni essenziali. Invece non è stato possibile, come non lo è per molti sindaci italiani che fanno gratis questo lavoro. Non ho mai preso un soldo dal Comune: con le retribuzioni ho pagato gruppi musicali, ho comprato le illuminazioni per Natale. E anche i soldi che mi dovranno essere liquidati da gennaio ad oggi ho chiesto che siano lasciati all'Ufficio tecnico. Io non voglio e non volevo niente. Solo una cosa: essere un sindaco normale. E credo che sia il minimo, visto che assieme a molti amministratori locali in Calabria, si rischia la vita. (Maria Carmela Lanzetta)

mercoledì 10 luglio 2013

Cara Boldrini, devo lasciare: Maria Carmela Lanzetta scrive alla Presidente della Camera

Il giorno 12 luglio l’Amministrazione Comunale di Monasterace avrebbe avuto il grandissimo privilegio di ricevere la Presidente Boldrini per un incontro con i Cittadini del Comune e del Comprensorio locrideo. Purtroppo si è verificata una circostanza amministrativa inattesa che mi costringe a rassegnare le dimissioni dalla carica di Sindaco. 
Dimissioni di cui ho informato l’Ufficio Stampa della Presidenza per correttezza istituzionale. Ho avuto il piacere e l’onore di essere ricevuta  dalla Presidente alla Camera dei Deputati, insieme ai Sindaci Elisabetta Tripodi e Gianni Speranza. Nell’occasione abbiamo  potuto esprimere le preoccupazioni per le difficoltà finanziarie che incontrano i Sindaci dei piccoli Comuni anche per le intimidazioni che subiscono e, soprattutto, per le condizioni disagiate del lavoro in Calabria che riguarda gli uomini, le donne e i giovani calabresi. In particolare ho potuto e voluto esprimere le condizioni difficili che stanno attraversando  le lavoratrici delle serre floro-vivaistiche, i cui terreni sono stati concessi con diritto di superficie  per 66 anni dal Comune di Monasterace  ad aziende private. Preoccupazioni che legano in maniera indissolubile Lavoro/Donne/Legalità/Rispetto delle Regole.
Di questo avremmo parlato con la Presidente il 12 luglio presso il giardino del Museo Archeologico. A tale discussione sarebbero intervenuti  donne dei sindacati, della confcommercio Calabria, delle cooperative sociali, del giornalismo, dell’Imprenditoria della Locride, delle Serre di Monasterace, dei precari della   pubblica amministrazione e del sociale; con inviti rivolti anche a uomini e donne delle istituzioni  e della chiesa.
Rinunciare  a questo incontro, già in fase organizzativa  avanzata, è per me una vera  sofferenza umana e amministrativa; ma l’esigenza di non derogare alla coerenza personale di valutazioni istituzionali  indirizzate a tenere la schiena dritta  per tutelare  il  nome  del mio Comune e della mia Amministrazione, mi hanno convinta a fare una  scelta dolorosa ma necessaria, di cui Lei, gentile Presidente, sono sicura capirà le ragioni.
Sono le ragioni dei principi che stanno alla base della mia esistenza umana, professionale e amministrativa: lavoro, giustizia sociale, cultura e rispetto dell’uomo e della donna in quanto tali. Principi che ho appreso dai miei genitori e da molti uomini e donne che hanno sacrificato  sacrificati la loro vita   per rispettare i principi su cui avevano fondato la loro esistenza. Purtroppo queste scelte, quando non vengono comprese, conducono anche a perdere le amicizie di una vita e al peso della solitudine, ma sono il pilastro su cui è possibile poggiarsi  per conservare la Libertà del proprio agire umano e amministrativo.
L’Italia è stata ed è ricca di figure che hanno illuminato e illuminano  la sua Storia. E’ necessario una svolta profonda, che è soprattutto culturale, per valorizzare le tantissime Persone coerenti, coraggiose e solidali che operano spesso e volentieri mettendo in gioco se stessi, in termini di impegno civile e, a volte,  anche economico, per raggiungere l’obiettivo del Bene Comune.
Grazie ancora Presidente. Spero comunque  di poterLa incontrare al più presto.
Maria C. Lanzetta, Sindaco di Monasterace
9 luglio 2013